Testimonianze

Jacopo

17 al 26

Agosto 2018

315 Kilometri, 12 giorni, 17 Santuari… ma soprattutto lo scoprirsi Pellegrino a pochi Kilometri da casa, dove sei nato e cresciuto, riscoprendo quello stile di accoglienza e lentezza ricercata che ogni cammino sa donare. Recuperare il senso della Lentezza, perché proprio di questo si tratta, soprattutto dove vivi e dove costantemente sei esposto a quella frenesia e caoticità che segna il quotidiano. Camminare è l'occasione per prendersi del tempo per se, ascoltare e ascoltarsi, ci si sintonizza con le proprie emozioni, facendo e aprendosi ad incontri che meritano di essere vissuti e ricordati e mettendosi in contatto con la parte più nuda, autentica e profonda di sé.

Tra i tanti ricordi che mi accompagnano di questo cammino, un posto speciale in cui ho avuto la possibilità di immergermi è la Manina, una "Chiesa in quota", sospesa tra ValSeriana e val di Scalve, un luogo di una spiritualità percebile, aldila del credo, e dal fascino irresistibile nel punto più alto del cammino.

E poi la Malga Longa, che ho avuto il privilegio di affrontare con Gabriella. La Bellezza di condividerla con chi ha dato vita alla Via mi ha arricchito molto.

Chi cammina lo sa, di incontri durante un pellegrinaggio se ne fanno tantissimi, forse anche perché si ha un atteggiamento molto più aperto verso ciò che è Altro. Così è stato anche per l'Altavia con la preziosissima sensazione che mentre camminavo stava nascendo e si stava sviluppando un'accoglienza anche dal basso. Gabriella è riuscita a fare questo, portare qui quello stile di accoglienza che da Pellegrini hai conosciuto e immediatamente riconosci, all'interno delle strutture di accoglienza che scandiscono l'arrivo e la partenza di ogni tappa, ma anche negli incontri casuali. Così è stato ad Ardesio, dove mentre stavo facendo la spesa in un negozietto poco prima che chiudesse, ho ricevuto un invito e ho condiviso una meravigliosa cena in famiglia.

Fare i pellegrinaggi è una delle poche esperienze che ti consente di vivere nell'essenzialità: ti bastano uno piccolo zaino con l'indispensabile,le tue gambe, una Via. È una dimensione potente i cui vivere relazioni autentiche, non mediate se non dalla voglia di condividere. Si possono scoprire e riscoprire pezzi di mondo meravigliosi, anche dietro casa: non c'è bisogno di andare in posti esotici per trovare tesori come i 17 santuari mariani dell’Alta Via, tutti capaci di regalarti quello spazio di interiorità che un pellegrino va ricercando. Tutto il resto, il meteo, la stanchezza, gli incontri, è imprevedibile. E' Vita.

Lorena

Ottobre

2019

A ottobre 2019 ho partecipato con altre 8 donne al pellegrinaggio "ALTA VIA DELLE GRAZIE" In e-bike. 

 

Siamo state il primo gruppo di sole donne giudate pero' da Franco Zanetti a inaugurare parte di questo splendido tragitto da fare in bici…

Siamo partite da Bergamo salendo la Val Seriana fino ad arrivare a Lovere per poi rientrare a Bergamo in atta' alta..Non sto' a descrivere nei dettagli il percorso perche' non voglio togliervi il piacere di scoprirlo da voi !! 

 

lo sono bergamasca della Val Brembana e conoscevo la Val Seriana solo di passaggio. Mai avrei immaginato di scoprire, cosi vicino a casa, posti cosi meravigliosi. Girando in bici o a piedi si scoprono luoghi unici e bellissimi. La Val Seriana offre un panorama naturalistico fantastico.tutto da scoprire. Ma non solo..paesi e borghi unici e tantissimi lo stupore provato ogni volta che entravo in un Santuario o in una chiesa..chi si sarebbe aspettato di trovare luoghi di culto csi belli.alcune chiesette molto semplici, ma curatissime, altre chiese maestase e bellissime, ogniuna con la sua storia...Come provare a trasmettere a chi legge l'indefinibile emozione Santuari e chiese meravigliose. Davvero impossibile provare a dimenticare toccata con mano nell'ammirare tanta bellezza? 

 

Pedalare nei profumi, nei colori e nei suoni in natura tỉ scioglie il cuore e ti libera la mente… 

 

E' difficile condensare in poche parole il gran numero di emozioni e sensazioni provate in questi giorni.descrivere i momenti personali di raccoglimento e preghiera ai momenti di condivisione e di sane risate che ci siamo fatte…

 

Un'altra cosa che mi ha colpito in modo piacevole e' stata l'affettuosa accoglienza della gente nei vari paesi. Quando ci vedevano 9 donne in bici con gli zaini sulle spalle, ci chiedevano dove stavamo andando e sentita nostra spiegazione ne erano entusiasti. Molte persone si sono rese personalmente disponibili a spiegarci la storia di una chiesa o di un paese o alcune loro tradizioni..Si dice che la gente di Bergamo sia chiusa e poco loquace...devo sfatare questo mito..noi abbiamo incontrato splendide persone!!! 

 

L'augurio che voglio fare a chỉ intraprendera' questo pellegrinaggio e' quello che ogniuno possa compiere un pellegrinaggio che gli consenta di conoscere meglio se stesso, poiche' la vita interiore e spirituale e' un viaggio che va scoperto..e fare questo in un percorso come "ALTA VIA DELLE GRAZIE" e' il massimo I!! Penso di parlare a nome di tutto il gruppo di noi meravigliose donne dicendo che ci sentiamo in dovere di ringraziare Franco Zanetti per averci fatto da giuda e accompagnate in posti unici, favorendo fin dal primo momento, con molta serenita' e simpatia, la crescita di ottimismo, entusiasmo e affiatamento tra tutte noi..e' stato come se di conoscessimo da prima…

 

Non voglio perdere la gioia, la serenità e la pace nel cuore che mi ha lasciato questo pellegrinaggio e Non voglio perdere la gioia, la serenita' e la ogni tanto torno li' guardando le foto scattate in quei giomi. 

 

Un grandissimo GRAZIEEE. anche a Gabriella Castelli che ha avuto la magnifica intuizione e la caparbietà di creare questo cammino…. Sei grande!!!

Sara

10/14

Ottobre 2019

Ciao, io sono Sara 

 

Anch'io ho la voglia di scrivere due righe in merito a questa "Esperienza"" x me Unica in tutti i sensi...PELLEGRINAGGIO INE-BIKE..ALTA VIA DELLE GRAZIE 10/14 ottobre 2019.Partenza e arrivo Bergamo...girando la bellissima Val Seriana.. 

 

Voglio raccontare come ho vissuto con un gruppo spettacolare di donne più la nostra guida Franco Zanetti... 

 

Ho condiviso 4giorni di spensieratezza,risate,fatica ma soprattutto convivenza con persone che nh conoscevo nemmeno...Un gruppo molto bello, affiatato xké abbiamo sempre condiviso tutto senza diverbi o lítigi.. Quello che mi ha colpito di più di questo pellegrinaggio I ospitabilitá ,la generosità della gente di questa valle quando capivano che stavamo facendo il pellegrinaggio..Ho incontrato in questi alloggi dove venivamo ospitate persone con un umanità e cuore grandissimo indescrivibile...Nei Santuari e Chiese disponibilissimi con i loro timbri....Il percorso molto bello sia x i paesaggi sia come percorribilità e segnaletica..Posso solo che consigliarla e viverla a pieno questo pellegrinaggio... 

 

lo ringrazio ancora dopo mesi da questa avventura (che resterà nel cuore)la mia Guida Franco Zanetti le mie care AMICHE MONICA, CRISTINA, LORENA, GIUSI,LORELLA,SANDRA, LORELLA,FIORENZA. augurandomi di poter ancora convididere con loro altre bellissime avventure!

Cristina

10 al 14

Ottobre 2019

Un giorno un' amica mi disse " vorrei condividere con te un mio progetto" detto, fatto. Il giorno 10 ottobre in 8 donne guidate da Franco Zanetti, siamo partiti da Bergamo per percorrere il pellegrinaggio dell' Alta via Delle Grazie in e-bike lungo la valle Seriana. Nonostante non ci conoscevamo tra di noi, ho trascorso 4 giorni in allegria, spensieratezza e a volte di fatica, visitando chiese e santuari bellissimi ed incontrando gente disponibile a raccontarci la storia di ogni singolo posto. Un percorso fattibile per tutti tra boschi, strade, piste cidabili ejraesaggi a dir poco spettacolari e nel momento in cui qualcuno si trovava in difficoltà, subito qualcuno altro correva in aiuto. L'umiltà di ognuno di noi, il condividere quel poco che si aveva, mettere le proprie capacità a disposizione degli altri senza chiedere nulla in cambio, mi ha fatto pensare che ogni tanto bisogna staccarci dalla vita frenetica di ogni giorno, solo così sapremo assaporare al meglio le piccole cose che la vita i offre. Un grazie di cuore a tutti per questa meravigliosa avventura che porterò sempre nel cuore. Cristina

Monica

10 al 14

Ottobre 2019

Essere pellegrini fa bene al corpo e all'anima! Ecco il regalo che abbiamo ricevuto quando abbiamo deciso di affrontare questi 4 giorni insiemi, percorrendo ALTA VIA DELLE GRAZIE. É possibile raggiungere grandi obiettivi personali e condividerli in gruppo solo se si esercitano buoni principi di collaborazione, solidarietà, forza, allegria e preghiera. La professionalità della guida, la nostra organizzazione, l'accoglienza di Gabriella, il gruppo, tutto perfetto, neppure una foratura, il cielo blu!!!! Non era scontato niente! Ecco il regalo bellissimo che ci siamo fatte, magari un po' inconsapevolmente all'inizio. Ma ora è tutto molto chiaro. Direi che qualcuno ha guardato giù! Siamo tutte testimoni di una bellissima esperienza che possiamo solo promuovere e ripetere. Un sincero grazie a tutti voi! lo sono pronta mi sto allenando e apoena posdibile vi aspetto per finire insieme quello che abbiamo iniziato: Montisola arriviamo!!

Michele Plescia

Luglio 2020

Luglio sta per finire ed è tutto pronto per il cammino del Nord di Santiago e per andare a fare surf.

La vita non è però sempre come te la aspetti: a pochi giorni della partenza la situazione sanitaria in Spagna cambia i tuoi piani.

Mentre stai cancellando a malincuore il tuo volo per San Sebastian, ti tornano in mente quelle parole di don Valentino dette quasi per scherzo in una cena tra amici: “visto che ti piace camminare, perché non vai a fare l’Alta Via delle Grazie?”. Ricordi di aver cortesemente declinato l’invito pensando in cuor tuo: “se devo fare un Cammino piuttosto vado a Santiago ...”.

Poi però, vista la situazione, fai una breve ricerca su Google. Questa “alta via” sembra interessante...: 315 km in quota, 13 giorni di cammino, ospitalità in santuari e monasteri in mezzo alle montagne...

La decisione è presa. Si parte. E il cammino inizia subito col botto: durante la tradizionale benedizione del pellegrino alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie realizzi che è proprio il giorno di Santiago (25 luglio)!

Immediatamente, vieni proiettato in un mondo incontri inaspettati con le persone che Dio ti mette sulla strada nella cornice dei paesaggi splendidi attraverso molteplici luoghi di devozione popolare mariana.

La sera prima della partenza, dopo la benedizione, vai a cena con don Valentino a cui racconti la storia che ti ha portato lì.

A pranzo il primo giorno di cammino sei già ospite al Santuario della Madonna del Perello da don Roberto che ti ha preparato polenta fatta con il mais del suo orto e uno splendido arrosto, oltre a torte fatte in casa.

Il giorno dopo è invece la volta del santuario della Madonna del Frassino. Dormi in mezzo alle montagne. La mattina poi fai colazione alle 5.30 con il custode Boris e inizi subito a camminare nel bosco tra i caprioli.

Poi, qualche giorno dopo, a Parre andando alla ricerca del parroco per farti timbrare la credenziale del pellegrino [ndr: il “passaporto” che consente di accedere ai luoghi di accoglienza], fai una scoperta insolita: “dov’è il parroco?” chiedi. “È in campo coi ragazzi” è la risposta. Guardi nel campo da calcio ma non lo vedi. Poi il tuo sguardo viene attratto dal calcetto saponato e - mentre pensi a quanto sia pericoloso - guardi meglio e – cosa da non credere – vedi un ultrasessantenne che sta giocando: trovato il parroco di Parre... Il giorno dopo devi svegliarti alle 5.30, ma passi tutta la sera a parlare con lui che ti racconta del suo periodo in missione in Bolovia, del centro polifunzionale che ha costruito in quel paesino sperduto dove ha ospitato anche un concerto dei Nomadi! Quando è ormai mezzanotte, vai a dormire, stanco ma pieno di gratitudine!

Ma le sorprese non finiscono. Quando il giorno dopo sei in arrivo a Novazza, chiami Anna Serena che con Amedeo dà ospitalità ai pellegrini in quel paesino: “vieni che Pasquina [ndr. una amica che soggiorna nello stesso stabile] ha preparato le lasagne!”. Appena arrivi ti senti a casa. Anna Serena ti porta a vedere la chiesa dedicata all’Arcangelo Michele (“ti chiami Michele non puoi non vederla”). Poi scopri che in quel paesino di 130 anime pulsa un cuore pieno di passione per il mondo: nel cimitero le signore del paese hanno commissionato agli iconografi di Seriate un’immagine del Cristo risorto

disegnato secondo la tradizione ortodossa, che campeggia in quel camposanto dove vedi ancora vive le ferite della pandemia.

Il giorno dopo a malincuore dopo la colazione parti di prima mattina alla volta di Ardesio dove trovi ospitalità nella casa del pellegrino nel centro del paese, dove si sta svolgendo la nota rassegna enogastronomica DiVino. Anche qui l’accoglienza è fantastica. Fabrizio, ex sindaco della città, ti porta in giro per le vie cittadine e - davanti a un aperitivo - ti racconta della sua città dove la pro loco è stata presa in mano da un gruppo di giovani sotto i trent’anni affezionati al loro paese.

Il giorno dopo si riparte e le sorprese non finiscono. A Lovere vieni ospitato nel monastero delle Clarisse con camera vista lago e la sera resti a parlare un’ora e mezza con la superiora che ti racconta della sua vocazione e di come, stando chiusa in quelle quattro mura, ha incontrato più persone di quelle che avrebbe incontrato fuori. La sera e la mattina preghi con i i salmi insieme a loro. Ti senti così accolto che ti fermi un giorno in più lì da loro per fare un po’ di silenzio e ringraziare Dio della bellezza che ti ha regalato in questo cammino.

Anche a Gandino sei ospite delle suore (le Orsoline) e poi nell’ultima tappa ti fermi a Fiobbio dove prima di cena resti a parlare con il parroco oltre un’ora e “fai la conoscenza” della beata Pierina Morosiniche ha è rimasta nel cuore di quel paese.

Quando il giorno dopo fai il tuo ingresso a Bergamo non ti sembra vero di aver già fatto 13 giorni di cammino e 315 km.

Quando ti rilasciano la “Grazia” [ndr.: il documento che attesta il completamento del Cammino] nella Basilica di Santa Maria Maggiore, in Città Alta a Bergamo, sei pieno di gratitudine per chi questa via l’ha pensata e resa possibile e, soprattutto, a Gabriella che è stata sempre disponibile al telefono per qualsiasi necessità.

Prima, da riminese cresciuto sulla spiaggia con gli infradito, non sapevi neanche cosa fosse la val Seriana, e adesso ne hai già nostalgica, non solo degli splendidi paesaggi e della fantastica tradizione gastronomica, ma soprattutto dei volti dei santi, quelli in cielo (la val Seriana ha dato i natali a tanti di loro) e quelli... sulla terra che ti hanno accolto e fatto sentire sempre a casa.

Con questi ricordi negli occhi e nel cuore anche il lavoro che riprende non potrà più essere lo stesso.

Il Cammino di Santiago ... effettivamente, poteva attendere!

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